LA STRADA
di Cormac McCarthy
Einaudi - 218 pag. - 18 Euro
"Chi siamo, dove andiamo".
Interrogativi banali: noi nel nostro mondo non abbiamo davvero bisogno di rispondere.
La nostra vita può continuare per giorni, per anni, per sempre senza dare una risposta a queste domande: a volte è perfino più sicuro non rispondere.
È il mondo che si occupa di vivere per noi, di incanalare esistenze nei sì, nei no, nei si deve e non si può.
E se il mondo sparisce?
"La strada" è tutto quello che è rimasto a un uomo e a suo figlio, la strada verso sud, verso una speranza vaga e inconsistente in un mondo post-qualcosa, scegliete voi post- che cosa.
Qualcosa di totale. Qualcosa che ha distrutto tutto. Qualcosa fatto dall'uomo, contro l'uomo, naturalmente.
E ora il mondo non esiste più: e se l'uomo può ancora ricordare com'era vivere, nel senso in cui noi lo intendiamo, il suo bambino non conosce nulla se non il presente devastato e sterile.
E' compito del padre mostrargli che cosa è un uomo: nessun altro lo farà.
Dare un senso a quel viaggio interminabile in un deserto gelidi, senza cibo, senza acqua, dove i pochi uomini sono ormai pazzi, o belve feroci e cannibali; dare un senso a "noi" se "loro" non sono che bestie portatrici di morte.
Noi siamo i buoni.
Noi portiamo il fuoco. Non nelle mani, ma dentro.
E' questo che fanno i buoni: continuano a provare. Non si arrendono mai.
E com'è duro non arrendersi mai, e come pesa quella pistola che il padre porta, con dentro gli ultimi due colpi, la morte per il figlio e per sé... perché se un padre non può darti la vita, deve darti la morte, per straziante che sia.
Un capolavoro.
di Cormac McCarthy
Einaudi - 218 pag. - 18 Euro
"Chi siamo, dove andiamo".
Interrogativi banali: noi nel nostro mondo non abbiamo davvero bisogno di rispondere.
La nostra vita può continuare per giorni, per anni, per sempre senza dare una risposta a queste domande: a volte è perfino più sicuro non rispondere.
È il mondo che si occupa di vivere per noi, di incanalare esistenze nei sì, nei no, nei si deve e non si può.
E se il mondo sparisce?
"La strada" è tutto quello che è rimasto a un uomo e a suo figlio, la strada verso sud, verso una speranza vaga e inconsistente in un mondo post-qualcosa, scegliete voi post- che cosa.
Qualcosa di totale. Qualcosa che ha distrutto tutto. Qualcosa fatto dall'uomo, contro l'uomo, naturalmente.
E ora il mondo non esiste più: e se l'uomo può ancora ricordare com'era vivere, nel senso in cui noi lo intendiamo, il suo bambino non conosce nulla se non il presente devastato e sterile.
E' compito del padre mostrargli che cosa è un uomo: nessun altro lo farà.
Dare un senso a quel viaggio interminabile in un deserto gelidi, senza cibo, senza acqua, dove i pochi uomini sono ormai pazzi, o belve feroci e cannibali; dare un senso a "noi" se "loro" non sono che bestie portatrici di morte.
Noi siamo i buoni.
Noi portiamo il fuoco. Non nelle mani, ma dentro.
E' questo che fanno i buoni: continuano a provare. Non si arrendono mai.
E com'è duro non arrendersi mai, e come pesa quella pistola che il padre porta, con dentro gli ultimi due colpi, la morte per il figlio e per sé... perché se un padre non può darti la vita, deve darti la morte, per straziante che sia.
Un capolavoro.



